Guía · actualizada el 11 de julio de 2026
In Italia la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, forfettari compresi, dal 1° gennaio 2024 — senza più soglie di ricavi. Il risultato è che ricevi XML e file .p7m che non riesci ad aprire, e che devi conservare per dieci anni. Questa pagina spiega perché, e ti permette di leggerne uno subito.
Molti fornitori allegano un PDF all'email: è la copia di cortesia. Il documento fiscale è il file XML in formato FatturaPA transitato dal Sistema di Interscambio, ed è quello che conta davanti all'Agenzia delle Entrate. Se conservi solo il PDF, stai conservando una fotocopia — e la conservazione a norma riguarda l'XML, non la sua rappresentazione grafica. È l'errore più diffuso e il più silenzioso: non te ne accorgi finché non serve.
Il .p7m è una busta crittografica CAdES che contiene l'XML firmato digitalmente. Dal 2019 la firma non è più obbligatoria per la trasmissione allo SdI, ma resta necessaria per la conservazione a norma (D.M. 17/06/2014). Il problema pratico è che un .p7m non si apre con un doppio clic: serve un programma apposito, e chi riceve trenta fatture al mese si ritrova trenta file che non può nemmeno guardare.
Trascina l'XML o il .p7m: estraiamo la fattura dalla busta firmata, ti mostriamo chi fattura a chi, imponibile, IVA per aliquota e totale, e verifichiamo che i conti tornino. Se un totale non quadra, ti diciamo esattamente dove. Puoi anche caricarne trenta insieme e ottenere un unico foglio Excel — e nel lotto possono convivere fatture italiane, francesi Factur-X, tedesche XRechnung e UBL europee.
Una fattura elettronica non va indovinata: l'imponibile sta in un campo che si chiama imponibile. La lettura è analisi diretta del file, quindi le cifre sono esatte — nessuna allucinazione possibile — è gratuita e richiede millisecondi. Chi vende «IA per le fatture» sta risolvendo un problema che qui non esiste.
Le fatture elettroniche vanno conservate digitalmente per dieci anni. L'Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione per tutto ciò che transita dallo SdI: si attiva dal portale «Fatture e Corrispettivi» con SPID, CIE o CNS. In alternativa se ne occupa il commercialista o un conservatore accreditato. Noi non siamo un servizio di conservazione e non lo sostituiamo.
Sì. Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo riguarda tutti i titolari di partita IVA senza eccezioni legate ai ricavi. Restano fuori casi specifici, come i professionisti sanitari per le prestazioni verso persone fisiche.
Ai fini fiscali l'XML è il documento che conta. Il PDF è una comodità di lettura. Ma la valutazione del tuo caso concreto è del tuo commercialista, non nostra.
No. Estraiamo la fattura dalla busta e la leggiamo, ma non validiamo la firma: servirebbe la catena di certificati dell'ente emittente. Per verificare una firma esistono lo strumento gratuito dell'Agenzia delle Entrate e software dedicati.
No. Il file viene elaborato e cancellato, non conserviamo nulla. La lettura avviene interamente su server europei e senza alcuna IA.